Storia di una generazione rubata
Ultimamente ho un pò trascurato il Blog ed il Podcast “Gente di Skype”. Sto organizzando alcune cose che mi stanno tenendo un pò lontano da “I Pensieri di Luca”.
Ieri sera ho però avuto il tempo di vedermi un bel film. Comodamente sdraiato sul divano, una di quelle tipiche serate tranquille che non bisogna farsi mancare.
Il film si intitola “Rabbit proof fence”, è australiano ed è “uscito” nel 2002. Non so se esista in Italia.
La “generazione rubata”. Non è una questione molto nota, ma è vergognosa e crudele.
Fra il 1918 ed il 1970, i governi australiani sottrassero con la forza quasi 100000 bambini aborigeni (per la maggior parte al di sotto dei 5 anni) ai loro genitori e li trasferirono in istituti oppure li affidarono a coppie bianche, a molti chilometri di distanza dalle loro famiglie. Il contatto con i genitori naturali era fortemente scoraggiato ed i luoghi in cui i bambini venivano mandati erano sempre molto lontani, in modo che, in caso di fuga, essi non riuscissero a fare ritorno a casa. Negli istituti i bambini ricevevano un’istruzione sommaria, vivevano in condizioni difficili ed erano malnutriti; molti erano sottoposti a violenze sessualio di altro genere. I sopravvissuti ora sono definiti “la generazione rubata”.
Il motivo? I vari governi australiani cercarono in tutti i modi di “cancellare” gli aborigeni e la loro cultura. Venivano anche organizzati accoppiamenti tra “bianchi” ed indigeni per creare il primo stadio della chiarificazione della pelle (i nati venivano chiamati “half-caste”). Dopo tre generazioni sarebbero scomparse le caratteristiche somatiche aborigene. Una politica di assimilazione durata fino a 27 anni fa.
Il 26 maggio del 1997 tale politica fu ufficialmente condannata dal Governo in carica e fu celebrato il “Sorry Day”. Alcuni milioni di dollari furono stanziati per varie misure assistenziali e fu stabilito che, ogni anno, dal 27 maggio al 3 giugno si celebri la Settimana della Riconciliazione.
Il film che ho visto ieri sera, “Rabbit proof fence” è la storia di tre bambine aborigine (due sorelle ed una cugina) che vengono rapite e che poi riescono a fuggire. E’ una storia vera. Ed alla fine si vedono le due nonnine ai giorni nostri. Bello. Luca
P.S: ho controllato….il film è uscito anche in Italia (a suo tempo). Se ti interessa l’argomento clicca qui.
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Maggio 18th, 2006 at 6:50 pm
Sapevo che c’erano stati grossissimi problemi di integrazione fra gli aborigeni (di fatto i nativi australiani) e quelli che sono arrivati dopo…
Non sapevo però che esistesse un progetto di tali dimensioni e di così basso livello -non mi sfogo a dire quello che mi viene in mente, come si fa?…
Qualche tempo fa avevo visto un documentario sulle comunità aborigene, su come ci tenessero a tenere vive le proprie tradizione, a come “i sopravvissuti” appunto cercassero ricreare, nei limiti del possibile, l’identità culturale aborigena.
(in particolare ricordo una anziana signora che parlava degli effetti devastanti che l’introduzione forzata dell’alcool da parte dei “colonizzatori” aveva avuto sui giovani, metodo molto simile a quello di utilizzare la cocaina per disgregare i movimenti dei afroamericani negli Stati Uniti durante gli anni ‘60, anche di questo si sa poco…)
Però non avevano parlato di questo progetto, non riuscivo a capire cos’era successo che poteva aver frantumato la comunità aborigena…adesso lo so, anche la ridente e solare Australia ha i suoi grossi scheletri nell’armadio.
Che schifo…a volte mi chiedo se davvero dobbiamo ritenerci così superiori alle bestie.
Maggio 18th, 2006 at 7:04 pm
E già ….hai ragione Davide. L’Australia ha tanti retroscena poco noti. Saranno gli oceani a non permettere la propagazione di certe storie…mah
Il problema dell’alcool, invece, è anche fisiologico. Agli aborigeni manca un particolare enzima che fa si che si ubriachino (e quindi alcolizzino) presto. E qualcuno se ne è anche approfittato….
Maggio 19th, 2006 at 1:03 am
ciao luca
su corriere.it di oggi c’è uno sconcertante articolo su stupri di bambini da parte degli stessi aborigeni.
Maggio 19th, 2006 at 1:25 am
Grazie per la segnalazione Davide….inquietante.
Ora aggiungo il link anche all’articolo.