Liberta’ di stampa e “Press Freedom Index”

Da quando sono a Sana’a sto apprezzando molto il fare colazione a letto. Onestamente non ho altra scelta, dato che un tavolo non c’e’ qui a casa. Ebbene si…c’e’ la cucina, c’e’ il bagno, ci sono le camere ma non c’e’ un tavolo vero e proprio dove sedersi e “consumare†il pasto. Questo e’ tipico delle case (antiche e vecchie…termini ben diversi, occhio!) di Sana’a. Si mangia a terra, seduti su un tappeto, appoggiati ad un cuscino…ed utilizzando (quasi sempre) solo le mani.
A me piace fare colazione seduto a letto, mentre ascolto un po’ di musica proveniente dal mio inseparabile Powerbook. Alle volte ascolto anche qualche radio locale ma non e’ un bel modo di iniziare la giornata. Solitamente preferisco gli mp3. In questo modo rimpiazzo la compagnia del TG5 del mattino (in Italia) o il TG1 trasmesso da SBS in Australia (alle 0735).
A colazione alterno latte e corn flakes, latte e muesli e porridge (avena). Caffe’ ovviamente. Il porridge fa molto Gran Bretagna ma a me fa impazzire. Con un po’ di latte ed un po’ di zucchero e’ il metodo migliore per iniziare una buona giornata. Il porridge e’ ovviamente caldo e quindi la ciotola/la tazza/il piatto scotta. Per ovviare ad una eventuale ustione mattutina (non avendo il tavolo) utilizzo diversi sotto-piatti del momento: un asciugamano, talvolta un libro, qualche volta una t-shirt e spesso un giornale.
Oggi mi e’ capitato sottomano (anzi sotto la ciotola) la copia del “The Jordan Times†che avevo accuratamente prelevato in aereo e “gelosamente†custodito sino ad oggi. Mi ero dimenticato di un articolo interessante che volevo citare nel blog. Forse la stessa notizia e’ stata gia’ divulgata in Italia, magari settimane addietro. In tal caso mi scuso per la scarsa originalita’ del post e la obsolescenza del suo contenuto.
L’articolo riguarda la liberta’ di stampa.
Corea del Nord, Turkmenistan ed Eritrea sono i paesi maggiormente nemici della liberta’ di stampa. Questa e’ la conclusione raggiunta da uno studio condotto congiuntamente negli Stati Uniti, in Francia, in Giappone ed in Danimarca.
Secondo Reporter Without Borders (RSF) non ci sono stati grandi cambiamenti nell’elenco dei 168 paesi inclusi nel “Indice mondiale della liberta’ di stampa 2006†rispetto all’edizione precedente. Corea del Nord, Eritrea, Turkmenistan, Cuba e Cina sono tuttora paesi nei quali i giornalisti rischiano quotidianamente di essere uccisi o di essere imprigionati. RSF segnala che anche alcuni paesi “moderni†ed aperti alla liberta’ di informazione hanno avuto delle brusche perdite di posizioni all’interno della speciale classifica. Gli Stati Uniti sono passati dal 17_ posto nel 2002 al 53_ dell’anno in corso. La Francia nello stesso periodo e’ scesa al 35_ posto, perdendo ben 24 posizioni in meno di cinque anni. Ci sono anche note positive come quella di Haiti, passata in due anni dal 125_ al 87_ posto. Sensibili miglioramenti si sono registrati anche in Bolivia, Bosnia Herzegovina, Panama, Ghana ed in diversi paesi del Golfo Arabico. Il primo posto della classifica e’ una conferma della precedente edizione. A dividersi “il podio†ci sono Finlandia, Irlanda, Islanda ed Olanda.
Fattori come i conflitti, la politica repressiva e la sicurezza nazionale quotidianamente minano e condizionano la liberta’ di stampa. La recente guerra in Libano ha causato una rapidissima discesa dal 56_ al 107_ posto. Palestina ed Israele si attestano rispettivamente alla 134^ e 135^ posizione. Qualcuno si chiedera’ quale sia la posizione di Iran, Arabia Saudita e Siria. Beh, precedono solamente di poco la Corea del Nord, l’Eritrea ed il Turkmenistan….in fondo alla graduatoria.
Dopo le minacce ricevute per le vignette su Maometto, anche la Danimarca ha stretto un po’ la cinghia e per questo motivo e’ scesa dal 1_ al 19_ posto.
Altri paesi in fondo alla lista sono lo Yemen (149_), l’Algeria (126_), la Giordania (106_) e l’India (105_). Mentre, al contrario, paesi felici per l’informazione sono la Nuova Zelanda (18_), la Corea del Sud (31_) e l’Australia (35_). A causa di recenti movimenti nazionalistici il Giappone e’ slittato dal 14_ al 51_ posto.
L’Africa. In generale l’Africa ha mostrato dei miglioramenti e la Costa D’Avorio sembra essere il paese piu’ “libero†del continente africano (45_). Abbastanza drammatica invece e la situazione in Sud America dove il lo stato piu’ oppressivo e’, ovviamente, Cuba (165_).
E l’Italia? L’articolo del giornale giordana non accenna al nostro paese. Forse e’ meglio dare un’occhiata al sito di Reporter Without Borders.
Ecco fatto: l’Italia e’ al 40′ posto! Insomma…ma poteva andare peggio. Luca
Tags: blog, blogosfera, comunicazione, cultura, informazione, liberta, reporter, rsf, sanaa, societa, stampa, yemenSocial Bookmark quest'articolo
