Donne arabe e film europei

Finalmente il weekend. Il sole, come sempre splende qui a Sana’a, e non c’e’ nulla di che lamentarsi. Non pensavo davvero che il tempo fosse cosi’ piacevole di questi tempi. Certo che quando fa buio la temperatura scende, ma non e’ ancora molto freddo.
Parlando di weekend, mi riferisco al weekend musulmano, qui nello Yemen. Il fine settimana comprende mercoledi’, giovedi e venerdi’.
Non ho scritto da un po’ di giorni. I motivi? Lo studio, altri impegni ed i tentativi di dare piu’ visibilita’ all’iniziativa “Un regalo per Niccolo’ – La Blogosferaâ€, e quindi e-mail, contatti ed altro. Speriamo bene.
La giornata di ieri e’ stata caratterizzata da 4 eventi che sarebbero giudicati routinari, e non degni di nota, in una normale giornata italiana o occidentale piu’ in generale. A Sana’a certe situazioni assumono sfumature diverse.
Ieri mattina, mentre mi preparavo la colazione, corn-flakes, yoghurt e caffe’ (solubile…fa schifo, lo so…ma che ci devo fare) mi son “trovato†la signora delle pulizie in casa. Fin qui nulla di strano.
Tenete presente pero’ che sono a Sana’a, che le donne sono completamente vestite di nero, dalla testa ai piedi e che hanno il volto velato. Molte di loro, a seconda anche di quanto tengano alle tradizioni o no, non possono parlare con gli uomini. Sacrilgio.
Qualche settimana fa avevo incontrato la stessa signora (o forse un’altra…perche’ non e’ cosi’ facile distinguerle) nel corridoio di casa. Io uscivo dal bagno, dopo la doccia, ed avevo un minuscolo asciugamano che mi copriva il basso ventre. La porta del bagno si trova a 50 cm da quella della mia camera, ma l’imbarazzo di quei nanosecondi e’ stato incommensurabile ed indimenticabile.
Ieri mattina ero in pantaloncini e maglietta, scalzo, capello sconvolto e segni del cuscino sul viso. Sono tornato in camera ed ho indossato i jeans. Molto piu’consono.
“Sabah al kheirâ€â€¦â€Sabah Ennuurâ€â€¦tutto bene, ma, credetemi, fa un effetto strano avere una donna yemenita in casa, se si e’ soli. Non so. E’ strano e basta. Per rompere il ghiaccio, da buon italiano, le ho offerto il caffe’.
Step 1: con stupore ha accettato;
Step 2: ha accettato che le versassi del latte e tre cucchiaini di zucchero;
Step 3: si e’ tirata giu’ il velo, mi ha ringraziato e sorriso.
Incredibile! Ed ancor piu’ incredibile e’ stata la mia reazione interiore. “Copriti! Cosa fai? Vergognati! Aiuto..una donna a viso scoperto! Perche’…proprio a me?!…Sacrilegio†e via dicendo.
Mi ha spaventato ed al tempo stesso mi ha fatto morir dalle risate. Certo. Mi riferisco alla mia reazione.
Mi ha molto sorpreso il vedere come mi sia yemenizzato dopo solo due mesi che son qua.
Comunque, dopo aver superato il mio choc iniziale, abbiamo proseguito la nostra “chiacchierata†molto serenamente, parlando dell’Italia, dello Yemen e di qualcos’altro che non ho capito.
Il secondo evento partcolare di ieri vede ancora una volta una donna yemenita come protagonista. La piu’ bella donna che abbia visto negli ultimi tempi. Era giovane e non aveva il viso coperto.
Io vivo nella Vecchia Sana’a, bella ed affascinante ma al tempo stesso povera e tradizionalissima. E’ una sorta di grande museo vivente. La mia scuola si trova a 10 minuti da casa. Percorro ogni giorno gli stessi vicoletti, incontro gli stessi bambini ( e con alcuni a volte gioco a calcio – io sono Luca Toni per molti di loro), sento gli stessi odori e gli stessi rumori. Le donne alle finestre si nascondono; quelle per strada tirano dritto; alcune bambine sorridono ed altre scappano; alcune ragazze velate, alle volte, fanno le “stupidine†(le sento) ma di donne senza velo neanche l’ombra.
Ieri tornavo da lezione e mi trovavo nell’ultimo vicoletto, proprio dietro casa: abitazioni “sgarrupate†a sinistra, un muro alto ed antico a destra, il sentiero di pietre allisciate dagli anni ed il sottofondo del “muezzin†che chiamava i fedeli alla preghiera. E lei, che sbuca dall’angolo.
Erano due donne, una coperta e lei no. Un volto bellissimo.
Dopo averla memorizzata, ho timidamente abbassato lo sguardo. In fondo non sono mai stato il tipo da “Ciao bella!†o da “Complimenti alla mamma!â€, figurarsi qui nello Yemen, taci e tira.
Ma ecco il secondo choc della giornata: e’ stata lei a sorridermi e a salutarmi. Ed io ancora una volta (per una frazione di tempo), a bocca aperta, a meta’ tra un uomo yemenita iper-tradizionalista ed un normalissmo imbranato “nerdâ€. Mi son ripreso subito, ho sorriso ed ho salutato. Tutto qui. Cosa che puo’ sembrare normalissima in Italia, ma non lo e’ nello Yemen.
Terzo evento. Dopo le elezioni presidenziali, il ramadan e la settimana dell’ Eid e’ stato finalmente possibile iscrivermi in palestra. Tutti conoscono il relativismo del concetto di tempo nel mondo arabo. A volte non e’ semplice “raccapezzarcisi”: cambiano gli orari; gli orari son giusti ma i negozi son chiusi; ieri a quest’ora andava bene ed oggi alla stessa ora non va bene piu’ ecc ecc….giusto per capirci. Ieri e’ stato il mio primo giorno di palestra. Immaginate una palestra a Sana’a. Parlo di una palestra per yemeniti, una normale palestra, non quella dello Sheraton Hotel o cose del genere. Costa 1600 Ryal al mese = 8 Dollari US = 6 Euro circa…hee hee hee
Il prezzo pero’ non deve ingannare perche’ e’ piu’ pulita ed ordinata di molte palestre italiane che costano non meno di 70 Euro al mese e dove la gente “se la tiraâ€. Qui tutti sono stati molto ospitali ed accoglienti ed in tanti sono venuti a presentarsi. Sono l’unico straniero, anzi l’unico europeo.
Quarto ed ultimo evento e’ stato il film in tedesco (lingua che non conosco assolutamente) con sottotitoli in arabo (lingua che studio, ma che non sono in grado di leggere nei sottotitoli di un film) che ho visto al 10′ Festival del Cinema Europeo di Sana’a. Lascio immaginare… ma me la sono cavata
“The Downfall†descrive gli ultimi giorni di Adolf Hitler visti dalla sua giovane segretaria. E’ un film molto duro. L’attore che interpreta il Fuhrer e’ eccezionale. Non so se il film, prodotto nel 2005, sia mai uscito in Italia.
Tornando al festival, si tratta di una manifestazione organizzata da diverse ambasciate, tra le quali anche quella italiana, che ogni sera per dieci giorni, mostreranno un film nazionale. Ieri e’ stata la serata iniziale. L’ 11 novembre ci sara’ il film italiano: “Il postinoâ€, bellissimo. Non manchero’
Le serate si svolgono presso la vecchia universita’ di Sana’a. Ieri c’era molta gente, soprattutto giovani yemeniti, occidentali che lavorano in ambasciate ed organizzazioni varie e tanti studenti di arabo. La quasi totale assenza di donne locali mi ha molto sopreso; ne ho contate non piu’ di 8 o 10. Pochine Ahi ahi. A presto Luca
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Novembre 9th, 2006 at 10:36 pm
The Downfall è uscito in Italia con il titolo de “La Caduta”, se non erro - non l’ho visto, non sono un’amante dei film storici.
Capisco il tuo stupore con le due donne, del resto in un ambiente e in una situzione tanto particolare come quella in cui ti trovi impari presto “quello che puoi e quello che non puoi” fare o dire.
Novembre 10th, 2006 at 6:49 pm
Grazie Davide…
Riguardo alle donne, e’ proprio strano…dopo un po’ pero’ si entra davvero nel “film” della loro vita, cosi’ diversa dalla nostra..
Novembre 11th, 2006 at 2:47 pm
Concordo con Davide. Se ci si immerge completamente in una nuova cultura penso ci si adegui abbastanza velocemente agli usi e costumi locali.
Trovo interessante invece l’atteggiamento “molto aperto” della signora delle pulizie e della ragazza incontrata per strada.
Sarebbe bello capirne qualcosa in più.
Novembre 12th, 2006 at 9:32 pm
Ci sono molti attegiamenti “dovuti” o “di facciata”. La realta’ e’ che ormai culture tanto diverse sono molto piu vicine di quanto possiamo dedurre dall’osservare il frutto della tradizione. I veli ed i lunghi abiti neri coprono donne e ragazze che indossano jeans, infradito e vestiti alla moda, che navigano su internet e che ascoltano e guardano programmi radio e tv occidentali…..