L’Irlanda ed il problema immigrazione

L’immigrazione non è solo un problema nostro italiano. Per tanti paesi lo è stato nel passato e lo è ancora oggi; in altri paesi il problema dell’immigrazione lo stanno conoscendo solo ora.
L’Irlanda è uno di quest’ultimi. La questione è lampante. Se si pensa poi che la superficie dell’isola di smeraldo è di 70.000 chilometri quadrati (117° paese al mondo per estensione, e pari all’incirca alla sola Italia settentrionale), vale a dire un paese piccolo, spaventa il numero di persone che ogni giorno sbarca a Dublino. Ed io sono uno di quelle.
Ieri, tornando dall’università , ascoltavo un interessante programma alla radio nel quale si parlava proprio di immigrazione.
Dalla fine del 2004 ad oggi, cioè in meno di due anni, sono stati rilasciati più di 400000 PPS number. Questo numero è fondamentale per usufruire di vari servizi sociali e per lavorare. Ne avevo parlato alcuni giorni fa in un altro post.
Il problema però va oltre il semplice, seppur grande, numero di PPS number rilasciati. La questione più complessa riguarda il controllo che avviene (ovvero che non avviene) o che è avvenuto (ovvero che non è avvenuto) su quelle 400000 persone, me compreso.
Chiunque provenga da un paese europeo sbarca a Dublino, molto probabilmente arrivando con un volo Ryanair, ed il gioco è fatto. Quello che denunciavano alla radio, inoltre, è che pare risulti semplicissimo ed economicissimo ottenere svariati documenti falsi (a soli 100 Euro) in molti dei paesi dell’est europeo.
Tante persone provenienti da paesi non appartenenti all’Unione Europea diventano “europei” con 100 Euro, con altri quattro soldi comprano un volo low cost e poi, dopo una settimana di permanenza a Dublino, hanno anche il PPS number.
Al momento gli enti governativi irlandesi non hanno strumenti validi per controllare queste persone e non hanno idea di cosa loro facciano. La cosa che inquieta ulteriormente è che non sanno neanche se, chi e quante di queste persone ha già lasciato il paese per magari spostarsi da qualche altra parte. Ovvero il PPS number lo ottieni si, ma poi non devi mica “riconsegnarlo” se vai via. E’ un casino.
Qualche settimana fa l’ambasciatore tedesco, in una intervista ad un famoso giornale irlandese, aveva consigliato al governo locale di preoccuparsi un pò di più riguardo alla questione dell’immigrazione. Qui non esiste una politica vera e propria a riguardo. L’ambasciatore è stato duramente criticato, soprattutto perché consigliava di guardare agli esempi di altri paesi europei che hanno avuto e stanno avendo seri problemi.
Questo approccio irlandese, molto liberale, ha senza dubbio tantissimi risvolti positivi per personcine e compagnie a modo (e ben intenzionate); non direi lo stesso per quelli che vengono qui a fare altro o con altre aspettative.
In Italia l’argomento è più che attuale. Pochi giorni fa, partecipando a Stella, il programma di Maurizio Costanzo, avevo accennato brevemente all’incremento della criminalità in Irlanda ed all’accusa mossa nei confronti della folle ed incontrollata immigrazione, principalmente dall’est europeo.
Quello che è accaduto a Tor di Quinto è, purtroppo, solo qualcosa di prevedibile ed atteso. Prevedibile è anche il perenne, e spesso infruttuoso, scontro politico che sempre si accende in Italia dopo gravi fatti di cronaca nera. E’ sempre sistematicamente così. Tutto avviene a posteriori. E tutti poi ci mettono becco.
Ultimamente non leggevo più il blog di Beppe Grillo, ché stava diventando troppo impregnato di populismo. Oggi però ho letto il post con l’intervista a Rula Jebreal. Si parla dell’immigrazione in Italia e di come il governo sta reagendo.
Ora però devo rimettermi sui libri. Buon weekend. Luca
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Novembre 5th, 2007 at 12:22 pm
Forse perchè ho vissuto a Cork, seconda città irlandese, ma comunque piccola e probabilmente con poco appeal, nel mio soggiorno irlandese non ho toccato con mano il grande problema che tu evidenzi.
Di certo avevo osservato la fortissima immigrazione comunitaria, soprattutto polacca.
In effetti la facilità con cui si arriva in Irlanda e si ottiene la possibilità di lavorare è incredibile.
Staremo a vedere come la liberale e gioane Irlanda fronteggerà il problema.
Grazie per il link al blog di Grillo… anche io non lo seguo quasi più.