Dublino, Irlanda, il traffico e la pizza

Gio, Nov 15, 2007

Irlanda

Molly Malone

Giorni di studio ma anche di altro, fortunatamente. In questi ultimi tempi latito un pò ma il motivo principale è che sto preparando le mie prime due “tesine” per il Master che frequento.

Come dicevo, non solo studio. Al mattino continuo la simpatica esperienza con Maurizio Costanzo e poi faccio altre cose.

Ieri, ad esempio, ho trascorso una piacevole serata in compagnia di alcuni ragazzi italiani molto in gamba. Mi sono sempre trovato bene con i coetanei italiani all’estero, non per turismo ma per scelta di vita.

Siamo stati da Ciao bella Roma, ristorante e pizzeria in zona Temple Bar: ottima pizza, birra Messina, tiramisù buonissimo, ottimo espresso ed ottimo servizio. Sicuramente ci tornerò. Non ci ero mai stato prima.

Ieri sera, in macchina, riflettevo su una cosa, anzi due: il traffico di Dublino ed il modo di guidare (e di vivere) dei dubliner.

Molti non lo crederanno ma il traffico di Dublino è incredibilmente folle. Tempi e code del genere non li ho mai visti neanche in Italia. E’ qualcosa di snervante, inaudito e di (parrebbe) inspiegabile.

Alle volte (spesso) può capitare di percorrere 5 o 7 chilometri in un’ora. La cosa che, tra le altre cose, mi inquieta, però, è una in particolare. Il vedere (mentre ci si è piantati di fronte) un semaforo che in serie va dal verde al giallo al rosso e che poi riparte, verde, giallo e rosso e poi ancora verde, giallo e rosso è quello che fa mi fa venir fuori la bruta italianità. Avete sicuramente capito a cosa mi riferisco. Magari non è successo a voi, ma dubito che non abbiate mai visto una persona (capita più spesso alle donne) andare in escadescenza mentre è al volante.

In certe situazioni mi verrebbe voglia di fare il pazzo italiano. Ma poi mi passa. Mi passa quando mi guardo intorno e vedi gli irlandesi comunque ancora sereni ed impassibili al volante, consapevoli del traffico e dei ritardi, consapevoli di tutto e tranquilli.

Il nervosismo mi passa in parte per la serenutà trasmessa dai vicini di coda ed in parte dalla volontà di non voler manifestare la mia indole tipicamente italiana.

Alle volte devo davvero tenermi. Ebbene sì. La serenità degli altri può anche stimolare sentimenti di odio nei loro confronti (capite il tono delle mie parole..la parola “odio” serve ad enfatizzare…non li odio veramente..hee hee).

Immaginate il famoso semaforo di sopra ed immaginate di aver raggiunto la agognata posizione di seconda macchina della fila. Davanti a voi c’è solo la ford fiesta del 98 targata Dublino oltre la quale magari c’è ancora la fila ed altri semafori. Ma superare “quel” semaforo è già una vittoria.

Scatta il verde, l’irlandese della ford fiesta deve ancora inserire la marcia e nel frattempo fa anche gentilmente accedere due auto parcheggiate li accanto, che hanno la freccia inserita, chiedono col sorriso di aver il passo, l’autista della fiesta è gentile e li fa passare. Scambi di ringraziamenti ed è rosso di nuovo. Ed io, “bloody italian” li, ad aspettare il prossimo turno.

Di frequente me lo chiedo, “come fanno ad essere sempre così tranquilli?”. Poi mi chiedo “perché invece noi siamo sempre così incazzati?”. E poi deduco: meglio loro in effetti.

Una cosa buona in tutto ciò esiste. Da quando sono a Dublino ho una nuova abitudine/vizio. In macchina leggo il giornale, mangio, bevo e scatto foto. Vizio o virtù. mmh.. Buona giornata. Luca

Foto tratta da MarcoCavallini.it

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