Il freddo è un fattore psicologico?

Mar, Nov 27, 2007

Irlanda, Pensieri Randomici

Neve a New York

Il freddo è un fattore psicologico? Oppure no. Un mio egocentrico vecchio amico di nome Alessandro un giorno mi spiegò cosa significa che il “freddo è un fattore psicologico”. Alessandro lo conobbi diversi anni fa, in inverno. Era novembre o dicembre. Ricordo che girava sempre in maglietta a maniche corte. E ricordo che faceva anche parecchio freddo.

Quando le persone (me compreso) gli chiedevano come mai non sentisse freddo, o perché non portasse la maglia o la giacca, rispondeva sempre con lo stesso esempio. Innanzitutto chiedeva chi fosse la persona a noi più cara. Poteva essere la mamma, la ragazza o chiunque altro.

Poi descriveva uno scenario. Si dava il caso, ovviamente, che in quello scenario ci fossi io. Si parlava di un appartamento lussuosissimo a New York, bellissimo, al trentesimo piano di un grattacielo, ampio e con le vetrate che mostravano le strade e le torri della Grande Mela. Fuori era freddo, gelido. Era una di quelle giornate nevose che si vedono spesso nei film americani ambientati a New York nel periodo natalizio. Freddissimo fuori e caldo ed estremamente confortevole.

Si dava il caso che nell’esempio io fossi con una bellissima donna e che fossimo entrambi “abbastanza nudi”. Ad un certo punto, guardando fuori mi accorgevo di qualcuno che in strada stava facendo qualcosa di davvero brutto e violento nei confronti della persona cara di cui sopra. A quel punto Alessandro chiedeva: “Cosa faresti in quel caso?” e tutti rispondevano “Andrei giù di corsa!” ed Alessandro “Penseresti ad indossare giacca, cappello, guanti ecc ecc…pur sapendo che fuori c’è un freddo cane?!” e noi “Certo che no!” e lui ancora “In quei momenti, a causa della rabbia, dell’adrenalina e della paura, non ti accorgeresti neanche del freddo…..ecco che ti ho dimostrato che il freddo è un fattore psicologico“. Mah.

Io non so quanto Alessandro ci avesse pensato a questa cosa e non so quanto normale fosse lui, di natura. So però che non capisco gli irlandesi (non tutti, ovviamente!) che girano per Dublino a maniche corte con 4 gradi di temperatura, quando invece io sto benissimo nella mia macchinina, con il riscaldamento “a palla”, il maglioncino, la giacca di pelle e la sciarpetta di lana. Mah. Avrà forse ragione Alessandro?!

Sogni d’oro. Luca

Foto tratta da NYC Man



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