
In passato, un paio di volte, mi era capitato di scrivere dei post rivolti contro dei “fornitori di servizi”. A seguito di una personale brutta esperienza con le Poste Italiane né resi pubblici i fatti proprio qui sul mio blog; successivamente, dopo aver ricevuto l’email di un’amica, lo feci nuovamente, questa volta però, descrivendo i disservizi di Libero Adsl. Ancora oggi, con estremo piacere, vedo che tante persone googleando raggiungono queste pagine.
Ho sempre considerato questa sorta di “anti-pubblicità progresso” un’ottima strumento di sputtanamento (dal De Mauro) nelle mani dei blogger, fin quando non se ne abusa ovviamente (come tutto del resto). E che ripaga ben di più che alcuni rimborsi fantozziani. Oggi però rifletto su due cose:
- Che da un momento all’altro mi possa trovare un commento di qualche legale di Libero o Adsl o di Poste Italiane che mi informi di una denuncia nei miei confronti e di un risarcimento da pagare di 400000 Euro (quattrocentomila).
- Che in Italia siamo davvero alla frutta (e che c’è da pensarci un pò su).
Oggi la Blogosfera sta internettianamente “insorgendo” a causa proprio del fatto che un blogger, Sergio Sarnari, si è visto “recapitare” un commento dove viene querelato dall’amministratore di un mobilificio che lo stesso blogger, sul suo blog personale, aveva accusato di scarsa professionalità (andatevi a leggere cosa è successo, se volete). Storia incredibile e preoccupante se per di più aggiunta anche al post di Punto Informatico riportato da Paolo’s Weblog, al quale sono arrivato tramite Manteblog.
Ma dove stiamo arrivando? Cosa è o cosa non è scomodo da raccontare sul proprio blog? Esiste e dove si trova la “linea da non oltrepassare”? E va bene la sicurezza, e va bene la “politica“, ma che ora non si possa sputtanare uno che fa mensole per piatti, e le fa pure male…
Comunque, nell’ordine la questione del mobilifio è apparsa nel mio feed reader come segue:
2° Haramlik
3° Pandemia
e tanti altri sono i blogger italiani che oggi parlano di questo. Oibò!. Luca
Foto tratta da qui






Giugno 26th, 2008 at 5:37 pm
ma che storia interessante, grazie Luca, ora mi asterrò dal fare nomi sul mio blog visto che spesso me la prendo con la completa stupidità di insegnanti e università varie….anche se so di avere ragione. Certo che nella mia materia è più difficile dimostrare di avere ragione, quanto ai disservizi, beh quelli sono documentabili (sapessi i casini che io e nadia abbiamo avuto in posta..), è più facile avere ragione. Certo che se nel frattempo ti chiudono il blog perchè qualche idiota ti querela..ma come siamo messi bene…
Paola